SOLE 24ORE del 20/12/2010 – IL FEDERALISMO DIFFERENZIATO

20/12/2010 Si prende spunto dall’articolo 116 della Costituzione che concede alle Regioni ordinarie la possibilità di richiedere la competenza legislativa esclusiva su una serie di materie conferite completamente o in via concorrente allo Stato. Si tratta della via costituzionale per procedere alla realizzazione di quel “federalismo a geometria variabile” (o “federalismo differenziato”) più volte sollecitato da alcune Regioni del Nord. Anche la “lista della spesa” delle funzioni trasferibili dal centro alla periferia è fissata dalla Costituzione e si è voluto con ciò determinare l’impatto finanziario sui bilanci delle quattro principali Regioni a statuto ordinario del Nord (Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto) conseguente ad un ipotetico assetto federale “differenziato”. Istruzione, infrastrutture regionali, protezione civile e beni culturali sono tra i più importanti aspetti su cui si concentrerebbe il cambiamento. Se le quattro regioni chiedessero tutte le funzioni “disponibili”, il pacchetto da trasferire sul territorio si aggirerebbe intorno ai 15,8 miliardi di euro. La Lombardia, da sola, vanta funzioni trasferibili per 6,2 miliardi mentre nelle altre tre regioni il gioco si attesta intorno a quota 3 miliardi. Il risultato di questa ipotesi è un’Italia a tre velocità, con un blocco di regioni a Statuto speciale da 9 milioni di persone, un gruppo intermedio (quello del federalismo differenziato) da 23,4 milioni di italiani e le 11 regioni ordinarie residue, in cui abitano 27,6 milioni di cittadini.

Nostra uscita su Il Sole 24 Ore di lunedì 20 dicembre 2010

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