LIBERO del 24/10/2011 – IL PRIVILEGIO DELLE BABY PENSIONI

24/10/2011 Uno dei più grandi paradossi del nostro Paese si annida nell’ambito delle pensioni: ci sono numerosi italiani che riescono a trascorrere trenta, quaranta, addirittura cinquant’anni di vita da pensionati avendone passati veramente pochi in qualità di lavoratori. E’ il caso dei famosi baby-pensionati cresciuti di numero con troppa facilità a partire dal 1973 (decreto 1092 varato dal governo Rumor). All’epoca, alle impiegate pubbliche con figli, bastavano appena 14 anni, sei mesi e un giorno per andare in pensione; e indifferentemente dal sesso tutti i dipendenti statali potevano ambire alla pensione dopo 19 anni, sei mesi e un giorno. Un po’ di più sacrificati i dipendenti degli enti locali che potevano con 25 anni di contributi. Se a questa sorta di regalo delle previdenza si somma anche l’allungamento dell’aspettativa di vita degli italiani, ne nasce un salasso che rischia di protrarsi per altri 20/30 anni. Nelle tabelle qui allegate si può comprendere la distribuzione dei baby pensionati nelle regioni d’Italia.

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Nostra uscita stampa su Libero pagina 2 – 22 ottobre 2011

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