SOLE 24ORE del 13/02/2012 – L’ECONOMIA IMPRENDITORIALE DURANTE LA CRISI

13/02/2012 Nostra uscita su Il Sole 24Ore – Capire come il sistema economico imprenditoriale si è mosso per arginare gli effetti della crisi significa prendere in esame non solo le performance delle singole imprese, ma una serie di elementi di contesto territoriale; reagire alle congiunture sfavorevoli, soprattutto se prolungate, è possibile solo se ci si trova ad operare in un ambiente dinamico, che valorizza nel suo insieme i risultati positivi di ciascuna impresa. Per questa ragione non devono sorprenderci i risultati di questa graduatoria.
L’analisi dei risultati parte inevitabilmente dalla fine. La regione che da un punto di vista della struttura economica e della forza imprenditoriale ha tenuto di più in tempo di crisi sembra essere, secondo la nostra elaborazione fatta su un pacchetto ristretto di variabili fondamentali, la Liguria. Lo si evince dall’indicatore sintetico che tiene conto sia di elementi di contesto che di rilievi dinamici, ossia delle performance espresse nell’arco temporale della crisi economica (2007-2011).
Per la Liguria il risultato è probabilmente frutto più del secondo elemento che del primo, tuttavia la forza iniziale, il cosiddetto punto di partenza era, ed è complessivamente buono. Ma cosa ha inciso di più su questo risultato finale? Guardando ai singoli indicatori, soprattutto in chiave dinamica si può osservare che il numero di brevetti per impresa, piuttosto che la produttività per addetto hanno avuto una crescita significativa nella regione, ma è nella propensione all’export e nel contenimento delle sofferenze bancarie che la Liguria si mette in evidenza “sorpassando” tutte le altre regioni. Nel “contesto” la Liguria si posiziona spesso a “metà classifica”, mentre nella dinamica dimostra di avere una marcia in più rispetto alle altre regioni, soprattutto quelle del nord, che hanno delle  fondamenta forse anche migliori. Probabilmente questa regione è stata avvantaggiata dalla presenza di una crisi territoriale che era precedente a quella economica complessiva, crisi che ha visto questo territorio in difficoltà anche prima del 2008 e che ha reso necessario già da tempo un riposizionamento economico della regione, e quindi azioni ed interventi che si sono rivelate tempestive proprio per arginare la crisi. I tempi di reazione delle altre regioni ad economia “forte” sono stati inevitabilmente più lenti, contenendo le performance della dinamica imprenditoriale.
Dall’altro lato, sul fondo della graduatoria alcune regioni del sud, sulle quali pesa la situazione di contesto e l’inevitabile impossibilità di approfittare del rallentamento di altre parti del Paese per recuperare il gap esistente. La Basilicata, il Molise e la Calabria (che chiude la graduatoria) sono spesso agli ultimi posti sia delle graduatorie di contesto che di performance anche negli indicatori presi singolarmente. Emblematico il caso delle sofferenze su crediti: Calabria e Molise, già in situazione difficile hanno visto peggiorare ulteriormente la solvibilità delle imprese ed è progressivamente aumentata la quota di prestiti che non vengono onorati.
Alcuni sforzi sono stati fatti e si possono rilevare soprattutto sul grado di apertura commerciale: la stagnazione della domanda interna impone necessariamente sforzi di questa natura, e deve essere vista in termini positivi la dinamica che Calabria e Campania hanno saputo sviluppare, con netti miglioramenti anche nei margini di produttività complessiva, ma troppo bassa rimane la dinamica relativa all’imprenditorialità per garantire l’effervescenza necessaria a territori che devono non solo contenere la crisi ma trovare nuovi stimoli per la crescita.
L’analisi territoriale della reazione imprenditoriale alla crisi denota quindi che si reagisce meglio quando esistono tre fondamentali per lo sviluppo:
– la territorialità dei sistemi di piccola e media impresa
– i processi di innovazione aperta
– il capitale sociale, come fattore determinante per lo sviluppo dell’impresa
Le regioni ai vertici di questa classifica, in modo particolare la Liguria, ha puntato potenzialmente proprio su questi tre elementi.

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Nostra Uscita su Il Sole 24Ore – Lunedi 13 Febbraio 2012

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