SOLE 24ORE del 16/04/2012 – MANOVRE ED EQUITA’ TERRITORIALE

Intervento del Centro Studi Sintesi – Le manovre finanziarie varate tra l’estate 2010 e il dicembre 2011 hanno chiesto al comparto delle Autonomie locali un significativo contributo al risanamento dei conti pubblici. Tra tagli ai trasferimenti statali e inasprimenti al Patto di stabilità interno, sul comparto delle Autonomie locali grava una manovra di 15,3 miliardi nel 2012, conto che sale ulteriormente fino a 17,7 miliardi nel 2013. Con il frenetico susseguirsi di manovre finanziarie che ha caratterizzato gli ultimi due anni, spesso dettato da situazioni di emergenza, vi era il rischio che lo sforzo finanziario non si distribuisse in maniera equilibrata tra territori.

Dalle nostre elaborazioni emerge che il concorso alle varie manovre, espresso in termini procapite, risulta essere più elevato nei territori amministrati dalle Regioni a statuto speciale: questo è dovuto essenzialmente al fatto che tali Regioni dispongono di maggiori competenze e, di conseguenza, si trovano a gestire volumi di spesa superiori. In effetti, se si valuta l’impatto delle manovre sulla spesa sottoposta ai vincoli del Patto di stabilità, non emergono significative differenze tra comparti e tra territori: questo conferma il fatto che la definizione dello sforzo finanziario richiesto alle Autonomie locali dipende dalle competenze gestite e, di conseguenza, dalla spesa erogata.

Tuttavia, all’interno di un quadro di sostanziale equità, vi sono comunque vincitori e perdenti. L’utilizzo di criteri nel riparto del concorso alle manovre come la spesa media registrata negli ultimi anni e la distribuzione territoriale dei trasferimenti statali tende a penalizzare regioni come Basilicata e Molise e a favorire invece Lombardia e Veneto. In altre parole, le Regioni che hanno beneficiato di maggiori trasferimenti si trovano ora a sostenere importi maggiori nel processo di risanamento dei conti pubblici nazionali.

In tempi di instabilità finanziaria si è preferito accentrare il controllo della finanza pubblica, mettendo oggettivamente in secondo piano le questioni dell’autonomia. Il fatto che da quest’anno Regioni ed enti locali avranno mani libere sul fronte dei tributi propri c’entra relativamente con l’autonomia, poiché le eventuali maggiori risorse saranno inevitabilmente destinate a coprire i tagli e a garantire il rispetto degli stringenti vincoli di bilancio imposti dal Patto di stabilità interno.

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Nostra Uscita su Il Sole 24Ore – pag. 3. Lunedi 16 Aprile 2012

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