SOLE 24ORE del 07/05/2012 – SPENDING REVIEW: DIFFERENZE DI SPESA NELLE REGIONI

Intervento del Centro Studi Sintesi – Se ci si addentra nell’analisi della spesa dello Stato, anzi nella sua disaggregazione, per quanto possibile, a livello regionale ci si rende conto che nel nostro Paese non ci facciamo mancare nulla. Si scopre che per consumi intermedi, per le spese del personale, ma anche per il totale della spesa, le cifre che risultano da una lettura pro capite dei dati sono significativamente diverse tra regione e regione.

Sia chiaro, a volte differenze di territorio, di distribuzione anagrafica, di clima, inevitabilmente rendono le regioni poco omogenee tra loro, tuttavia stupisce, ma a questo punto neanche tanto, vedere che il numero di dipendenti pubblici in Valle d’Aosta è il 69,3% superiore alla media nazionale, in Trentino Alto Adige il 32%, nel Lazio il 27%, in Friuli Venezia Giulia il 25%, in Sardegna quasi il 17%, in Molise il 16%, in Liguria il 15%. Alcune sono regioni speciali d’accordo, ma per altre la forte presenza di dipendenti pubblici si giustifica un po’ meno, tanto che ai 68,5 dipendenti ogni 1.000 abitanti del Lazio, ai 62,3 del Molise, ai 61,8 della Liguria, si contrappongono i 41,3 della Lombardia e i 46,1 del Veneto, dove magari, ma questo non spetta a noi dirlo, le cose funzionano addirittura meglio.

Presenza di personale pubblico che, lo confermano i numeri, si traduce in una maggiore spesa pro capite, sia in termini di semplici consumi intermedi, sia in termini complessivi. Per quanto riguarda i consumi intermedi, capeggia la graduatoria il Lazio con 345 euro pro capite seguito ad una certa distanza da Liguria e Calabria, ma poi troviamo Puglia, Abruzzo, Campania. La stessa spesa per il personale, come è ovvio che sia, risulta più elevata nelle regioni dove ci sono più dipendenti pubblici e questo a sua volta fa si che la spesa complessiva pubblica pro capite suddivisa per regione sia pù alta del dato medio nazionale in Molise, in Calabria, in Basilicata, in Campania e in Liguria, sempre se non si tiene conto delle regioni a statuto speciale, dove la spesa pubblica pro capite a volte raggiunge valori doppi rispetto a quelli della media delle regioni a statuto ordinario.

Anche osservando tra le funzioni di spesa si evidenziano delle sostanziali differenze tra regioni e regioni, ad esempio le spese per servizi generali raggiungono i 3.253 euro in Molise, contro i 1.566 del Veneto o i 1.772 dell’Emilia Romagna. Non va meglio nel Lazio 2.961, in Basilicata (2.651) e Calabria (2.295). Sempre su questa funzione di spesa è meglio non sottolineare troppo quanto spendono le regioni a statuto speciale, avranno pure un regime particolare, ma spendono per i servizi generali della P.A. molto di più della media rilevata tra le regioni a statuto ordinario (2.497 euro per abitante in Sicilia, 3.782 in Sardegna, 4.051 in Friuli Venezia Giulia, tra i 7 e gli 8 mila euro in Trentino Alto Adige e più di 10 mila in Valle d’Aosta). Stesse differenze, anche se più contenute nei numeri sono riscontrabili nel momento in cui si prendono in considerazione altre funzioni di spesa: spesa per la difesa e l’ordine pubblico e spesa per l’istruzione in primis.

Differenze che non mancano nemmeno nella sanità, che meriterebbe una trattazione a parte. Anche in questo caso, pur essendo la gestione demandata direttamente alle regioni, si notano grosse differenze. La spesa media pro capite in Italia è stata nel 2010 di 1.861 euro, quota nettamente superata da Liguria (2.070 euro), Friuli Venezia Giulia (2.005), le province di Trento (2.130) e di Bolzano (2.199), Lazio (1.984), Molise (1.960) solo per citare i primi. Al contrario sembra che nelle regioni della Sicilia (1.744), della Campania (1.786), della Lombardia (1.782) e del Veneto (1.819) chi amministra la salute pubblica abbia saputo contenere i costi entro limiti decisamente inferiori, pur non evitando talvolta di sforare nel disavanzo, questo anche grazie ad una spesa per il personale che nell’ambito sanitario appare sicuramente inferiore a quella delle regioni “più spendaccione”.

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Nostra uscita su Il Sole 24Ore – Lunedi 07 Maggio 2012

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