IN UMBRIA, L’AUMENTO MEDIO DELLA TASSAZIONE SUGLI IMMOBILI E’ DEL 95 PER CENTO

Lo studio commissionato dalla Cna locale al Centro Studi Sintesi, rivela che in Umbria l’aumento medio della tassazione sugli immobili produttivi è stato del 95%. L’introduzione dell’Imu comporterà per i cittadini e le imprese un aumento medio del 95% rispetto a quanto veniva versato per il pagamento dell’Ici. E non si tratta di percentuali campate in aria tanto per fare un po’ di allarmismo. La conferma viene dalle simulazioni effettuate che non lasciano spazio a dubbi interpretativi. Il decreto ‘Salva Italia’, del resto, ha previsto anche l’aumento dei moltiplicatori da applicare alle rendite catastali, la qual cosa, di per sé, ha prodotto già in partenza l’incremento della base imponibile dell’Imu rispetto all’Ici: per immobili come negozi, capannoni, magazzini o laboratori, tali incrementi vanno da un minimo del 20% fino ad arrivare al 60%, a seconda del comune in cui sono ubicati. Questo significa che se anche fosse rimasta in vigore l’Ici, con il solo aumento dei moltiplicatori il contribuente si sarebbe comunque trovato a pagare cifre superiori all’anno precedente.

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