Sole 24Ore del 07/01/2013 – IL NORDEST SCOMMETTE SULLE DONNE

Tracciata la cartina d’Italia del potenziale femminile: sono state messe sotto la lente 4 aree tematiche – mercato del lavoro, benessere economico, istruzione, politiche di conciliazione – miscelando una ventina di indicatori, dal tasso di occupazione alla percentuale di laureate, fino all’indice di povertà economica. Il risultato rispecchia in maniera evidente la frattura Nord-Sud.

La regione che sembra riuscire ad esprimere maggiormente il potenziale femminile è il Trentino Alto Adige. In questa regione le donne sembrano trovare la giusta conciliazione tra famiglia e lavoro: solo il 5,1% delle donne che non lavorano per motivi di cura indica come reale problema la mancanza di servizi adeguati, il 39% delle donne occupate ha un lavoro a tempo parziale ed il genere maschile usufruisce del congedo parentale in misura maggiore rispetto alla media italiana. Questa situazione si riflette sulla partecipazione femminile al lavoro, infatti, il tasso di occupazione è nettamente superiore alla media; mentre in linea con la media nazionale si rileva il livello di benessere.

La regione con le maggiori problematiche a far esprimere il potenziale femminile è la Campania; a dare i risultati peggiori è proprio l’asset della conciliazione tra lavoro e famiglia. In questa regione mancano i servizi (solo il 2,7% dei bambini usufruisce di servizi per l’infanzia), dato che viene ulteriormente evidenziato anche dall’elevata percentuale di donne non attive per mancanza di servizi di cura. Bassa anche la percentuale di donne che usufruiscono di part-time e gli uomini che utilizzano i congedi parentali. Il tutto si traduce in una limitata partecipazione femminile al mercato del lavoro ed in un basso livello benessere.

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