2011 – La distribuzione territoriale dei trasferimenti statali

Studio commissionato da CNA Emilia Romagna

Ottobre 2011 – Il presente rapporto intende fornire un quadro complessivo della situazione relativa ai trasferimenti statali alle Amministrazioni locali nel periodo immediatamente precedente l’approvazione della riforma federale, che coincide altresì con il varo di pesanti misure restrittive su Regioni ed enti locali effettuate dalle ultime manovre correttive. L’analisi si articola per livello di governo e per dettaglio territoriale; in particolare, quest’ultimo elemento è fondamentale al fine di comprendere gli effetti di quattro decenni di trasferimenti “a piè di lista” sui differenziali quantitativi e qualitativi di spesa pubblica tra le varie aree del Paese. L’analisi si limita alle Amministrazioni regionali, provinciali e comunali rientranti nei territori di riferimento delle Regioni a statuto ordinario: i provvedimenti principali della riforma federale, infatti, sono destinati infatti quasi esclusivamente agli enti delle quindici Regioni ordinarie. Inoltre, i differenti assetti di finanza pubblica tra Regioni ordinarie e Regioni a statuto speciale non consentono un confronto omogeneo.

Gli otto decreti attuativi relativi alla legge delega n. 42 del 2009 sul federalismo fiscale sono stati tutti approvati; l’ultimo, concernente “premi e sanzioni per gli amministratori locali”, ha ottenuto il via libera definitivo dal Governo lo scorso 28 luglio. È bene mettere in evidenza che, tuttavia, il processo di attuazione della riforma del federalismo fiscale non può ritenersi compiuto in quanto vi sono ancora diverse questioni da affrontare e risolvere. Tra tutte, emerge la necessaria approvazione di una mole notevole di provvedimenti applicativi previsti dai decreti attuativi, ben 64, senza i quali la riforma federale non potrebbe partire. Inoltre, è molto probabile una rivisitazione del decreto sul federalismo municipale al fine di correggere alcune delle criticità emerse negli ultimi mesi (si parla infatti di sostituire la compartecipazione IVA con una quota di IRPEF e di esplicare in maniera più chiara le modalità di riparto dei Fondi perequativi).

         La riforma federale è ancora un cantiere aperto, anche perché sullo sfondo emergono i tagli a Regioni ed enti locali operati delle manovre finanziarie degli ultimi anni a valere dal 2011 e anni successivi. La stretta sul Patto di stabilità, prevista dal Dl 98/2011 e dal Dl 138/2011, si aggiunge ai tagli ai trasferimenti erariali a Regioni, Province e Comuni disposti dal Dl 78/2010. Quest’ultimo provvedimento ha ridotto i trasferimenti statali alle Autonomie territoriali di 6,3 miliardi di euro nel 2011 e di 8,5 miliardi a partire dal 2012 sulla base della seguente articolazione:

Þ                 Regioni ordinarie: -4 miliardi nel 2011 e -4,5 miliardi dal 2012;

Þ                 Regioni speciali: -500 milioni nel 2011 e -1 miliardo dal 2012;

Þ                 Province: -300 milioni nel 2011 e -500 milioni dal 2012;

Þ                 Comuni con più di 5.000 abitanti: -1,5 miliardi nel 2011 e -2,5 miliardi dal 2012.

         Le disposizioni della manovra estiva del 2010 avranno conseguenze sul processo di attuazione del federalismo fiscale. L’obiettivo della legge delega del 2009, infatti, è quello di accrescere la responsabilizzazione degli Amministrazioni locali nella gestione della cosa pubblica sia attraverso il passaggio dal criterio della “spesa storica” a quello dei “costi standard”, sia mediante il superamento del modello di finanza derivata (basato sui trasferimenti) e il potenziamento dell’autonomia finanziaria (grazie a tributi propri e compartecipazioni a tributi erariali). Nello specifico, i due principali decreti attuativi di tutta la riforma (Dlgs 23/2011 sul “federalismo municipale” e Dlgs 68/2011 su “federalismo regionale, provinciale e costi standard sanitari”) hanno disposto la trasformazione di gran parte degli attuali trasferimenti statali a Regioni, Province e Comuni in compartecipazioni al gettito di alcuni tributi erariali, favorendo una più stretta relazione con le basi imponibili locali. Tuttavia, i trasferimenti da “fiscalizzare” risentiranno inevitabilmente di questi tagli di fatto, il federalismo fiscale prenderà avvio con minori risorse a disposizione per Regioni ed enti locali. Il Fondo sperimentale di riequilibrio dei Comuni, attivo dal 1° gennaio di quest’anno, è già stato decurtato degli 1,5 miliardi di euro, come previsto dal Dl 78/2010.

Partner

  • Partner tecnologico per la gestione di Business Intelligence, gestione globale degli Assets e GIS Analysis
  • Per una revisione delle misure del Benessere
  • Universita di Bologna
  • Master in City Management
  • Gruppo di studio su riforme istituzionali e fiscalità
  • Rivista di cultura ed economia sull'artigianato e piccola impresa
  • Il portale delle famiglie italiane
  • Studi e richerche sull'economia dell'immigrazione
  • Laboratorio veneto di Economia, sviluppo e lavoro
  • Università Cà Foscari Venezia
  • Ruolo Economico delle Donne