2011 – Il ruolo delle Marche in Italia

Studio commissionato da Regione Marche

Maggio 2011 – La valutazione complessiva delle dinamiche economiche che emergono da qualsiasi realtà territoriale non può prescindere da una considerazione più ampia che si estenda anche al contesto regionale in cui le imprese operano. La variabilità nei risultati congiunturali che contraddistingue il nostro sistema economico spesso non dipende solamente dai comportamenti delle imprese in senso stretto, ma trova origine anche al di fuori di esse, nel contesto sociale, nel sistema creditizio e finanziario, e perché no, nello stato sanitario e della sicurezza pubblica territoriale.

L’enorme interesse che suscita attualmente lo studio del ciclo economico non può prescindere da un analisi approfondita delle caratteristiche che sono alla base di qualsiasi sistema imprenditoriale. In tal senso il nostro lavoro si pone fin dall’inizio l’ambizioso obiettivo di conoscere, e quindi di esaltare, le peculiarità di ciascuna realtà produttiva del Paese, ed in particolare quella in cui operano la maggior parte delle imprese marchigiane. L’approfondimento diviene oltremodo importante nel momento in cui fa da corollario ad uno studio specifico sulla dinamicità e sui risultati economici prodotti dall’artigianato nella regione Marche.

La necessità di individuare un indice di posizionamento regionale basato su una batteria di “indicatori di performance”, rigorosamente suddivisi per area tematica è stata soddisfatta attraverso due percorsi statistici ben distinti. L’orizzonte temporale a cui fanno riferimento le variabili considerate è costituito generalmente dagli anni compresi tra il 2006 ed il 2010, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di dati del biennio 2009-2010. L’analisi si propone quindi di descrivere il contesto economico-sociale espresso sul territorio negli ultimi anni, inoltre, grazie al confronto con lo step realizzato un anno fa, si aggiunge la possibilità di arricchire lo studio di un minimo approccio dinamico.

La necessità di ricercare un vantaggio competitivo solido e duraturo in contesti caratterizzati da elevata turbolenza ambientale e socio-demografica e da forte competitività economica, non sempre sorrette da identiche condizioni concorrenziali, ha favorito la nascita di metodologie di misurazione delle performance che traggono le loro radici nell’individuazione di parametri di confronto con le altre realtà; tali metodologie possono essere ricondotte ad una forma particolare di “benchmarking regionale”. In sostanza, il confronto continuo con gli standard fissati è il passo logico funzionale ad un costante miglioramento della situazione esistente in ciascuna materia di riferimento, poiché spesso consente l’identificazione di quelle aree che presentano margini di miglioramento e sulle quali occorre intervenire per garantire il cambiamento atteso.

Operazioni come quella che abbiamo avuto l’ambizione di mettere in atto sono considerate in campo aziendalistico come “un processo gestionale ininterrotto che richiede un continuo aggiornamento, la raccolta e il vaglio delle migliori prassi e prestazioni esterne, da inserire poi nei processi decisionali.

Il presente rapporto che si propone tra le altre cose di sviluppare elementi innovativi, non solo sotto il profilo dei temi analizzati, della loro multidimensionalità e interdisciplinarietà, ma anche sotto l’aspetto metodologico, ha condotto a dei risultati che, per quanto attesi, delineano un quadro di insieme interessante soprattutto perché ampiamente sorretto dai dati e dalla loro espressione statistica.

Lo studio proposto mette a confronto l’area delle Marche con le altre regioni del Paese, prendendo come parametri di riferimento alcuni indicatori base di carattere sociale ed economico, in grado di rappresentare l’insieme di relazioni che favoriscono la crescita e il successo di una realtà territoriale.

Il disegno dello studio prevede una rilevazione continua di dati attraverso una struttura di tipo funzionale, in modo da rispondere a requisiti di integrazione delle informazioni, modularità delle funzioni e flessibilità, intesa come agevole adattabilità a nuovi scenari informativi eventualmente richiesti in fase successiva.

Lo studio prende in considerazione diverse aree tematiche che permettono da un lato di valutare con regolarità lo stato di salute del territorio attraverso il monitoraggio di una molteplicità di indicatori significativi e, dall’altro, di valutare le tendenze evolutive del territorio sulla base della disponibilità di opportune serie storiche.

Sono state identificate 10 aree tematiche rappresentanti i diversi ambiti lungo cui è possibile valutare le differenze economiche e sociali delle regioni italiane.

  1. Ambiente e territorio;
  2. Tendenze demografiche;
  3. Famiglia e società;
  4. Sanità;
  5. Istruzione e cultura;
  6. Mercato del lavoro;
  7. Finanza locale e regionale;
  8. Credito;
  9. Dinamiche economiche;
  10. Artigianato e piccola impresa.

Per ciascuna area tematica sono stati poi selezionati una batteria di indicatori elementari allo scopo di descrivere nel modo più completo possibile l’ambito di riferimento.

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