2012 – Il peso dell’Iva sul bilancio delle famiglie

Studio commissionato da FederDistribuzione; Osservatorio Macroeconomico per il Rilancio dei Consumi – 2012

Luglio 2012 – Per poter determinare l’impatto che avrà sulle famiglie italiane un eventuale aumento dell’IVA, o meglio capire quali sono stati gli effetti già prodotti e che si produrranno sui bilanci delle famiglie delle manovre adottate in materia di imposta sul valore aggiunto è necessario capire come si distribuisce la spesa. La distribuzione della spesa di alcune tipologie familiari è stata stimata utilizzando l’indagine ISTAT su “I consumi delle famiglie”, in particolare nella loro ultima versione, quella del 2010 e le due precedenti. La struttura dello studio poggia in realtà sui comportamenti di consumo del 2010, che si ipotizza non vengano variati negli anni successivi, mentre il confronto con quanto avvenuto nel 2008 e 2009 serve per verificare la stabilità nel tempo dei consumi familiari stessi.

Capire in che modo si ripartiscono le spese diventa fondamentale per poter attribuire alla giusta quota di spesa familiare l’aliquota IVA di riferimento e allo stesso tempo individuare in che modo un passaggio dall’aliquota del 20% a quella del 21% incide sulle “tasche” dei cittadini. Una famiglia formata dai due genitori e un figlio, ad esempio, spende mediamente, secondo l’ISTAT 2.300-2.400 euro al mese (affitto, o fitto figurativo escluso), e di questi circa il 23% servono per acquistare generi alimentari e bevande. La somma destinata ai trasporti, carburanti compresi, rappresenta il 19% mentre solo il 5,7% delle spese sono riservate al tempo libero.

Lo studio prevede la stabilità dei comportamenti di consumo, quando in realtà a fronte di un aumento dei prezzi o, come in questo caso, dell’IVA determinano normalmente una contrazione dei consumi stessi. Non potendo stimare l’importanza di questa contrazione, ma sapendo che effettivamente una, seppur modesta, contrazione c’è stata e ci sarà, va precisato che le nostre stime sono lievemente superiori agli effetti reali. In ogni caso, se da un lato le famiglie riducono i consumi in termini di quantità nel momento in cui il prezzo aumenta per effetto del “ritocco” dell’IVA, allo stesso tempo i consumi in termini monetari rimangono sostanzialmente gli stessi, se addirittura non aumentano, per effetto della crescita generalizzata del livello dei prezzi e quindi dell’inflazione.

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