2012 – L’unica manovra anti-crisi possibile: la regionalizzazione del debito pubblico

Studio commissionato da Gruppo Consigliare Lega Nord-Veneto

Agosto 2012 – Il debito pubblico costituisce la principale criticità della finanza pubblica italiana, che condiziona (e condizionerà) inesorabilmente tutte le politiche di sviluppo a livello centrale e locale. La presenza di un elevato debito pubblico, che in rapporto al Pil supera ampiamente il 120%, sottrae ogni anno preziose risorse per oltre 80 miliardi di euro a titolo di interessi passivi. La questione del debito riveste un’importanza non trascurabile anche in ragione dell’assetto federale che assumerà il nostro Paese nei prossimi anni. Partendo da tali considerazioni, il presente rapporto affronta il tema della regionalizzazione del debito pubblico; la questione sarà verosimilmente uno dei grandi nodi da sciogliere una volta che il federalismo fiscale sarà entrato a pieno regime e quando si darà effettiva applicazione all’articolo 116 della Costituzione (che prevede il “federalismo a geometria variabile”, ovvero il decentramento di risorse e funzioni statali alle Regioni).

         Il debito pubblico italiano è cresciuto in maniera esponenziale nel corso degli anni Ottanta, passando dal 74,4% del Pil nel 1984 per arrivare al 121,8% dieci anni dopo. Successivamente, i Governi hanno adottato politiche di contenimento del debito nell’ambito dell’ingresso dell’Italia nell’Area Euro. A seguito della crisi, il debito pubblico è nuovamente aumentato, passando dal 103,1% del Pil nel 2007 al 123,4% nel 2012

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