2012 – L’impatto delle manovre Monti sulla società Veneto: “salva Italia” o “strozza Veneto”?

Studio commissionato da Gruppo consigliare Lega Nord-Veneto

Aprile 2012 – Il nuovo Governo Monti, in carica dallo scorso novembre, è intervenuto immediatamente con una nuova manovra finanziaria per correggere l’andamento dei conti pubblici nazionali. Il cosiddetto decreto “salva Italia” (Dl 201/2011) contiene misure che comportano una correzione del deficit per 20 miliardi nel 2012 e per 21 miliardi nei successivi anni 2013 e 2014. Il decreto “salva Italia” prevede un recupero di risorse (maggiori entrate e minori spese) per 32 miliardi nel 2012, che salgono a quasi 35 nel 2013 e ad oltre 36 nel 2014; le misure per lo sviluppo (minori entrate e maggiori spese) non arrivano a 12 miliardi nel 2012, per poi salire a 13 miliardi nel 2013 e a 15 miliardi nel 2014.

Quello che emerge è soprattutto il fatto che la manovra di dicembre punta decisamente sull’aumento delle entrate: nel 2012 vi saranno ben 26,6 miliardi di maggiori entrate che rappresentano oltre l’80% della manovra lorda. Tra le maggiori entrate figurano l’anticipo dell’IMU (quasi 11 miliardi di euro), l’inasprimento delle accise sui carburanti (5,9 miliardi), l’aumento dell’aliquota base dell’addizionale regionale IRPEF (oltre 2 miliardi) e l’incremento di due punti percentuali delle aliquote IVA del 10% e del 21% a partire dal mese di ottobre (3,2 miliardi).

Oltre ad un deciso aumento della tassazione, che nel 2012 farà salire la pressione fiscale al livello record del 44,8%, il decreto “salva Italia” dispone altresì una riduzione della spesa per 5,4 miliardi di euro quest’anno, 8 miliardi nel 2013 e 10 miliardi nel 2014. Tuttavia, i risparmi di spesa non arriveranno dal taglio degli sprechi e delle inefficienze, bensì dagli interventi sul sistema pensionistico (2,5 miliardi di euro) e da una nuova stretta su Regioni ed enti locali (2,8 miliardi).