Sole 24Ore del 29/04/2013 – IL DIFFERENZIALE RETRIBUTIVO IN EUROPA

Il differenziale retributivo di genere gender pay gap, misura la differenza relativa alle retribuzioni delle donne e degli uomini, ovvero il risultato delle discriminazioni e delle disuguaglianze nel mercato del lavoro dovute al genere. L’Eurostat misura questo differenziale retributivo grazie all’indagine SES (Structure of Earnings Survey), predisposta in modo omogeneo per tutti i paesi dell’UE, attraverso un indicatore in forma grezza (non viene aggiustato tenendo conto delle caratteristiche individuali che potrebbe spiegare una parte del divario) che misura la differenza che esiste in media tra il salario orario lordo di un lavoratore e quello di una lavoratrice. Questa banca dati considera i dipendenti nell’industria, costruzioni e servizi (ad eccezione della pubblica amministrazione, della difesa, assicurazione sociale obbligatoria) nelle aziende con almeno 10 dipendenti.

Il differenziale retributivo per EU27 è pari a 16,2%, in altre parole in media le donne guadagnano a livello orario il 16% in meno degli uomini. In Italia il valore si abbassa al 5,8%, mentre nei paesi in cui da sempre vi è una battaglia attiva verso le differenze di genere (Finlandia, Danimarca e Svezia) il differenziale retributivo è molto ampio.

Questa anomalia viene in parte spiegata considerando anche i tassi di occupazione femminile di questi paesi, man mano che l’occupazione femminile cresce crescono anche i differenziali retributivi.

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