PARITA’ DI PAGA: ALLE DONNE SERVONO 12 GIORNI IN PIU’ – Il Sole 24Ore del 02/03/2014

Un recente studio dell’Istat ha fatto emergere le forti differenze di genere nella dotazione di capitale umano: il valore economico delle donne è inferiore del 49% rispetto a quello maschile. Il differenziale è da mettersi in relazione alle diversità di remunerazione esistenti tra uomini e donne, ma anche al minor numero di donne che lavorano e al minor numero di anni lavorati in media dalle donne nell’arco della loro vita. Diventa interessante analizzare quindi il differenziale retributivo di genere “gender pay gap” (differenza relativa alle retribuzioni delle donne e degli uomini), ovvero il risultato delle discriminazioni e delle disuguaglianze nel mercato del lavoro dovute al genere. Differenziale che si può misurare sia in termini di reddito che di paga oraria. Il salario orario è una misura migliore per determinare il GPG in quanto permette di confrontare le retribuzioni indipendentemente dal numero di ore lavorate (normalmente gli uomini lavorano più delle donne), ma risulta informativa anche la retribuzione per genere perché evidenzia come le donne abbiano minori redditi che si tradurranno in pensioni più basse e quindi in maggiore rischio di povertà ed esclusione sociale.

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Uscita Red-Sintesi del 02 Marzo 2014