06/09/2010 Dal confronto tra reddito disponibile e consumi in Italia emerge una certa discrepanza. Le due voci non sembrano andare d’accordo in quanto le dinamiche della spesa non seguono quelle delle entrate “ufficiali” delle famiglie e ci sono aree del paese in cui il divario diventa enorme. La forbice tra consumi e redditi, infatti, si apre soprattutto al Sud, mentre al Nord emerge una maggiore coerenza con Emilia Romagna e Trentino Alto Adige a mostrare la maggiore “fedeltà” fiscale. A chiudere la graduatoria ci sono invece Sardegna e Sicilia. L’indice elaborato misura le differenze tra i livelli di reddito espressi e i consumi o comunque il grado di benessere riscontrato sulla base di sette voci indicative (consumi alimentari, consumo energia elettrica, consumo carburante, autovetture oltre 2.000 cc di cilindrata, autovetture circolanti per 100 abitanti, variazione % dei depositi nel triennio, quota % di abitazioni di pregio). In questo senso, quindi, le differenze sono indicative della potenziale evasione fiscale. Un indice positivo segnala realtà locali in cui l’andamento dei consumi è mediamente inferiore o in linea con quello del reddito. Un indice negativo individua invece situazioni caratterizzate da propensione al consumo e tenore di vita mediamente superiore al reddito medio.
Nostra uscita su Il Sole 24Ore 6 Settembre 2010 – Il Gazzettino e La Padania – 7 Settembre













